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Alimentazione vegana nel bambino: pro e contro

Alimentazione vegana nel bambino: pro e contro

Un eccesso di proteine animali nella dieta oggi viene ritenuto responsabile dell’obesità che colpisce circa il 20% dei bambini in Italia. Soprattutto l’introduzione di latte vaccino, l’eccesso di latticini e consumo troppo frequente di carni, soprattutto rosse. E questo vale anche per gli adulti. In questa ottica la dieta vegetariana assume un carattere salutistico e di prevenzione. Ma una dieta vegana è corretta nel bambino?

Se l’alimentazione del bambino è vegana, una volta terminato l’allattamento, bisognerà contemplare un’integrazione di vitamina B12, l’unica vitamina che per ragioni igieniche non è possibile assumere attraverso i vegetali al giorno d’oggi e che pertanto va integrata.

Dal primo anno si possono poi introdurre yogurt di soia, purché privato degli eventuali pezzi di frutta, perché i bambini piccoli non gradiscono “ostacoli”.

La Vitamina B12 si trova in valide quantità solamente nei cibi di derivazione animale. I bambini vegani possono ottenere quantità adeguate di Vitamina B12 da cibi fortificati, compresi alcuni cereali per la colazione, bevande a base di soia, lievito nutrizionale, e analoghi della carne (legumi). Lievito nutrizionale non fortificato, alghe, tempeh, sono sempre sono fonti non affidabili di Vitamina B12; del resto i genitori dei bambini vegani hanno dimostrato di essere a conoscenza dell’importanza di fornire ai loro figli fonti affidabili di Vitamina B12, e di essere attenti quindi a pianificare accuratamente il piano alimentare per essere sicuri di soddisfarne i fabbisogni. Dopo l’anno si può partire con i primi assaggi di frutta secca, che apportano grassi essenziali omega-3, e anche magnesio zinco calcio e ferro.

Pinoli e frutta disidratata (uvetta, datteri) possono costituire merende e spuntini.

Ricapitolando, quali sono gli alimenti consumati prima dell’anno di età? L’alimento ideale per il neonato nel primo anno di vita è il latte materno. I benefici per il neonato includono lo sviluppo del Sistema Immunitario, la protezione dalle infezioni e dal rischio di allergie. I benefici per la madre includono una riduzione del rischio di cancro al seno prima della menopausa e il rilascio di ormoni anti-stress. Per almeno i primi 6 mesi, il latte materno deve essere l’unico cibo, e la sola alternativa possibile sono le formulazioni per l’infanzia a base di soia. Il latte di soia, usualmente in commercio, non deve costituire l’alimento di prima scelta fino dopo l’anno di età, per l’eccesso di proteine rispetto a quello materno. Possono essere introdotti tutti i cereali purché raffinati, minestre, focaccia bianca, pane, creme di semi oleosi, legumi, derivati della soia, yogurt e budini di soia e di riso, latte di mandorla, di soia, di avena, di riso, frutta cotta o molto matura e schiacciata. E in un regime lacto-ovo-vegetariano, anche piccole quantità di formaggi magri come ricotta e uova. Dopo l’anno si inizia ad introdurre la fibra con cereali semi-integrali e passati di verdura in modo graduale per allenare l’intestino ad elaborare questo importante elemento; anche i legumi potranno essere consumati tali e quali purché ben cotti e via via fino a mangiare quello che mangiano mamma e papà”.

Le diete vegane devono essere pianificate in modo appropriato per soddisfare i fabbisogni nutrizionali della prima e seconda infanzia e dell’adolescenza. L’ADA e la American Academy of Pediatrics affermano che le diete Vegane permettono la normale crescita dei bambini, e sono nutrizionalmente adeguate a sostenere la crescita dei bambini sino ad 1 anno di età. Se ben pianificate, raccomandando sempre supplementi di Vitamina B12. I più grandicelli possono richiedere supplementi di Zinco e fonti affidabili di Ferro e Vitamine D e B12. Il calendario dell’introduzione di cibi solidi è simile a quello raccomandato per i non-Vegetariani. Tofu, legumi secchi ed analoghi della carne sono introdotti come fonti proteiche intorno ai 7-8 mesi d’età. Le diete dei bambini Vegani soddisfano le RDA per molti nutrienti, a fronte di un introito più elevato di Fibre e più ridotto di Grassi Totali, Grassi Saturi, e Colesterolo rispetto ai bambini onnivori. Tuttavia particolare attenzione va posta nei confronti degli introiti di Calcio, di Zinco e Ferro. Il fabbisogno proteico è lievemente più elevato per i bambini Vegani, ma è facilmente soddisfatto con una dieta variata che fornisca adeguata energia. Inoltre va enfatizzata l’importanza di introdurre buone fonti di Acidi Grassi Omega-3 e di Vitamina B12. Se l’esposizione alla luce solare non è adeguata, va prevista una supplementazione di Vitamina D. I bambini Vegani possono presentare un ritmo di crescita più lento, ma comunque completo, mentre i bambini Lacto-Ovo-Vegetariani presentano una crescita sovrapponibile a quella degli onnivori. Bambini sottoposti a diete più restrittive, quali quelle macrobiotiche, possono – per contro – presentare problemi di malnutrizione. Poiché le diete vegetariane si basano molto su alimenti vegetali e cereali integrali, la raccomandazione è di scegliere alimenti di agricoltura biologica a partire dallo svezzamento, per evitare l’esposizione a pesticidi a partire dai primi mesi di vita, poiché il neonato ed il bambino mancando di sistemi di detossificazione adeguati, sono più sensibili a queste sostanze tossiche che possono causare patologie importanti anche gravi.