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Alimentazione vegetariana nella donna

Alimentazione vegetariana nella donna

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Le diete vegetariana e vegana, stanno diventando sempre più popolari, in quanto diversi studi ne hanno dimostrato una certa efficacia nella prevenzione di molte patologie. Infatti molti tipi di tumore (seno, ovaie, utero e colon,) che hanno un’alta incidenza nelle donne, potrebbero essere prevenuti solo con una dieta a basso contenuto di proteine animali, e prevalentemente ricca di pesce, vegetali, frutta, verdura, cereali integrali e legumi.

Altra evidenza a favore della dieta prevalentemente vegetariana, è che favorisce positivamente il microbioma intestinale, quell’insieme di batteri utili che abitano il nostro intestino, che interagiscono col sistema immunitario rafforzandolo e rendendoci più resistenti alle malattie.

Quindi una dieta vegetariana sembrerebbe sicuramente più salutare, ma in fasi delicate della donna come, l’età fertile, la gravidanza, l’allattamento e la menopausa è sufficiente a garantire tutti gli apporti nutrizionali necessari e maggiore richiesta di alcune vitamine e micronutrienti?

Innanzitutto bisogna distinguere tra dieta latto-ovo-vegetariana e vegana: la differenza sostanziale, è che nella dieta latto-ovo-vegetariana, sono esclusi carne e pesce, ma non i derivati prodotti animali, come uova, formaggi e latticini, mentre la dieta vegana, più restrittiva, si basa esclusivamente su alimenti di origine vegetale, cereali, legumi ( soia, tofu, fagioli) e semi. Questa differenza si traduce in una difficoltà a soddisfare nelle dieta vegana l’apporto di alcune di alcune vitamine molto importanti, che sono presenti solo in prodotti animali: la vitamina D, fondamentale per il tessuto osseo, e la vitamina B12, la cui carenza è associata a gravi forme di anemia e disturbi neurologici gravi. Bassi livelli di vitamina B12 nella donna in gravidanza aumentano il rischio di difetti del tubo neurale nel feto, di scarsa massa magra e eccesso di grasso, di insulino resistenza, e aumentato rischio di sviluppare tumori nell’adulto. Sembra inoltre la carenza di vitamina B12 ostacoli lo sviluppo dei neuroni dei bimbi, aumentando la loro irritabilità. In virtù dell’importanza che questi micronutrienti rivestono nel mantenimento di alcuni processi metabolici, nella sintesi di acidi nucleici e nella strutturazione nervosa (anche del feto in caso di gravidanza), è consigliabile in caso di alimentazione vegana l’utilizzo di integratori di vitamina B12 e vitamina D, e di cibi commercialmente fortificati, in particolare nel periodo della gravidanza e allattamento. Le donne latto-ovo-vegetariane in gravidanza, quando la dieta è ben bilanciata nell’apporto di calorie e proteine, non presentano particolari carenze rispetto al donne che consumano carne e pesce, ed hanno adeguati apporti di ferro, acido folico, calcio e fibre, magnesio, potassio, vitamina C, vitamina E, acido folico, vitamina B12, D, iodio.