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Crescita normale di un bambino (parte III)

Crescita normale di un bambino (parte III)

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Nei post precedenti ho spiegato come si misura la statura di un bambino e quali informazioni ne possiamo trarre sul piano clinico. In questo post prenderò in considerazione alcuni dei fattori che regolano l’accrescimento staturale. Si tratta di un fenomeno molto complesso, ancora oggi parzialmente conosciuto, che dura molti anni e che determina una profonda modificazione nella nostra struttura corporea.

 

Basti pensare che alla nascita un neonato maschio “medio” misura 50 centimetri e che in un arco temporale di 14-18 anni arriverà ad una statura definitiva media di 176 centimetri. In questo periodo di tempo si modificheranno significativamente le proporzioni corporee.

Per esempio:

1) nella vita fetale e in quella neonatale il tratto cefalico (testa) costituisce circa 1/4 dell’intera lunghezza mentre si riduce ad 1/8 nell’adulto.

2) cresceranno in maniera simmetrica gli arti sia superiori sia inferiori e le due metà del nostro corpo.

3) si modificherà il rapporto tra la lunghezza del tronco e quella degli arti inferiori. Nei primi anni prevale la lunghezza del tronco, successivamente si tende ad arrivare alle proporzioni dell’adulto in cui i due segmenti corporei si equivalgono.

Dobbiamo anche tenere presente che la dinamica di crescita non è uguale in tutti gli apparati e sistemi. L’apparato riproduttivo si sviluppa in fase puberale. Per esempio, nel maschio il volume testicolare è di 1-2 cc fino al momento della pubertà durante la quale inizia ad aumentare fino a raggiungere 15-20 cc nell’adulto. Lo stesso vale per le dimensioni dell’ovaio nella femmina. Al contrario il sistema linfatico ha un rapido sviluppo nella fase pre-puberale tendendo poi a ridursi. Quali sono i più importanti fattori generali di controllo della crescita ? Ho già avuto modo di ricordare come quelli genetici svolgano un ruolo fondamentale. In passato gli studi sui gemelli hanno chiaramente dimostrato che la variabilità della statura è condizionato geneticamente fino al 70-80%.

L’evoluzione tecnologica seguita al sequenziamento del genoma ci sta fornendo, negli ultimi anni, tutta una serie di informazioni che ci aiutano a definire quali sono i geni maggiormente implicati. Sono stati ritrovati oltre 180 loci genici che potrebbero avere un’influenza sul controllo accrescitivo. In sintesi, la statura è un carattere biologico poligenico nel senso che molti sono i geni che contribuiscono a determinarla. Vi sono poi dei geni specifici che, se alterati, possono determinare il cattivo funzionamento di ben identificati fattori di crescita. Un’alterazione del gene che regola la sintesi dell’ormone della crescita è responsabile dell’assenza o della scarsa presenza di questo ormone nel nostro organismo con conseguente forte rallentamento dei processi accrescitivi.

Nel prossimo post proseguirò la descrizione di alcuni fattori accrescitivi.