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Crescita normale di un bambino (parte IV)

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Nell’ultimo post ho iniziato ad esaminare i più significativi fattori che controllano la crescita staturale. Al di là dei fattori genetici a cui ho accennato precedentemente, si tende a distinguere tre fasi nella vita post-natale. Nei primi 3 anni un ruolo fondamentale svolgono i fattori nutrizionali.

E’ il periodo in cui i fabbisogni calorici rapportati al peso sono particolarmente elevati. Non mi soffermo su questo argomento che è stato ampiamente trattato dalla Dr.ssa Alleva in una serie di post dedicati alla nutrizione. Mi limito a sottolineare l’importanza del latte materno che dovrebbe rappresentare l’unico alimento nei primi sei mesi di vita ( a meno che, per ragioni specifiche, il pediatra non richieda l’introduzione di cibi complementari (divezzamento) in anticipo ma comunque non prima del 4° mese).

Dopo i 3 anni e fino all’inizio della pubertà è fondamentale che vi sia una normale funzionalità della tiroide (produzione di due ormoni : T3 e T4) e dell’ipofisi ( produzione di ormone della crescita (GH)). Infine durante la pubertà ai fattori precedenti si deve associare l’azione degli ormoni prodotti dagli organi genitali ( steroidi sessuali) di cui i più noti sono il testosterone prevalente nel sesso maschile e l’estradiolo in quello femminile.

Per quanto riguarda la tiroide, la malattia più diffusa è l’ipotiroidismo primitivo congenito (nel nostro Paese colpisce 1 neonato ogni 3000) dovuto o all’assenza della ghiandola che non si è formata durante il periodo embrionale (agenesia) oppure, più frequentemente, ad una sua formazione non corretta (disgenesia) o ad una sua collocazione in sedi anatomiche diverse da quella normale (ectopia). Può anche succedere che la ghiandola si sia formata normalmente ma che siano difettosi i meccanismi di sintesi degli ormoni tiroidi (disormogenesi). In questa situazione la ghiandola, anche nel neonato, può essere visibile clinicamente perché di dimensioni ingrandite (gozzo). Fortunatamente da vari anni è possibile eseguire, prelevando poche gocce di sangue dal tallone dei neonati, uno screening che ci permette di riconoscere in pochi giorni il bambino ipotiroideo e di iniziare quindi molto precocemente una terapia per bocca che lo metterà al riparo dai possibili danni da carenza ormonale garantendogli una vita perfettamente normale.

Fondamentale per la crescita è l’azione del GH che viene sintetizzato nell’ipofisi (una ghiandola posta alla base del cervello in una specie di nicchia ossea nota come sella turcica) sotto il controllo di centri nervosi situati nella parte soprastante del cervello (ipotalamo). Il GH agisce sulla cartilagine di coniugazione (la parte terminale dell’osso) che continuamente trasformandosi e allungandosi determina la crescita dei vari segmenti ossei. Il GH ne stimola la crescita sia agendo direttamente ma soprattutto attraverso l’azione di una sostanza di cui regola la produzione a livello del fegato, la IGF-1 (Insulin Growth Factor 1) che si misura nel sangue e che ci fornisce utili informazioni sull’intero complesso sistema endocrino GH dipendente. Nel sangue si dosa anche il GH ma questo singolo valore non ci fornisce indicazioni precise. Per comprendere se l’ipofisi funziona regolarmente, dobbiamo stimolarla con sostanze specifiche ed eseguire successivamente alcuni prelievi ematici nell’arco di un paio di ore per monitorare le variazioni del GH stesso e stabilire se la risposta è normale o insufficiente.

Nei prossimi post continueremo a discutere dei parametri auxologici più significativi.